Chi sono e dove sono andata
Mi chiamo Marta, ho vent’anni e, grazie a ICYE e all’Associazione Joint, nell’agosto del 2026 ho svolto un mese di volontariato in Perù presso l’Istituto Mundo Libre, nel distretto di Pachacamac, a sud di Lima. Si tratta di una comunità terapeutica per ragazzine con dipendenze da sostanze stupefacenti, provenienti da contesti familiari complessi e, talvolta, legate al mondo della prostituzione.
Partire senza etichette
Quando provo a descrivermi non so mai da dove cominciare. Potrei dire che sono una studentessa universitaria di Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione, ma sarebbe riduttivo. Fuori dal caos talvolta opprimente della routine, il volontariato internazionale mi ha permesso di partire senza dovermi etichettare; mi ha dato la possibilità di portare all’altro capo del mondo il mio vissuto, le mie paure, i miei punti di forza e la mia essenza in maniera genuina.
Uno scambio orizzontale
Ciò che ho incontrato è stato un ambiente accogliente e amorevole verso adolescenti che non possiedono nulla e che hanno vissuto una vita sregolata fino al loro ingresso nella struttura. La bellezza di questa esperienza di volontariato in Perù, che Associazione Joint offre insieme ai suoi partner, nel mio caso l’associazione peruviana Vida y Voluntariado, risiede proprio nella sua etica: si tratta di un vero e proprio scambio orizzontale, capace di ridurre le distanze e abbattere i pregiudizi che da secoli permeano l’Occidente.
Cosa ho dato, cosa ho ricevuto
Oltre a dare un aiuto pratico al personale e a fornire assistenza, ho potuto offrire un contributo personale alla vita dell’Istituto attraverso attività creative, balli di gruppo, un laboratorio di giocoleria e semplici chiacchierate con le ragazze. Tutto ciò che si dona in contesti del genere viene ricambiato con altrettanto amore e con profondi insegnamenti di vita, che custodirò sempre.
Un’immersione nella cultura peruviana
Questa esperienza mi ha regalato anche un bagaglio pratico ed estremamente concreto, offrendomi una vera e propria immersione nella cultura peruviana. Prima di partire pensavo di avere un buon livello di spagnolo, ma appena atterrata ho capito che ci avrei messo mesi per coglierne le mille sfumature dialettali, così distanti dal castigliano studiato a scuola. In compenso, sono stata decisamente più veloce a imparare gli amatissimi balli della selva, che le ragazze si divertivano a mostrarmi durante le feste, i compleanni e i momenti di condivisione. Ho scoperto anche una nuova passione per la cucina locale, che mi ha portato ad amare così tanto il piccante da aggiungere l’ají praticamente ovunque. Infine, ho sviluppato un’inaspettata capacità di problem solving, nata dalla mia innata tendenza a prendere sempre il pullman sbagliato… d’altronde, il trasporto pubblico peruviano è un’avventura davvero unica!
Il valore del volontariato internazionale
Credo fermamente che viaggiare e confrontarsi con realtà distanti dalla nostra sia il modo migliore per decostruire la forma mentis occidentale, aprendo la mente a una prospettiva libera e curiosa. Il mio auspicio è che ogni nuova partenza diventi un tassello fondamentale per il mio domani, capace sia di guidarmi nella mia carriera internazionale che di farmi crescere come persona. In questo percorso, considero il volontariato in Perù, e più in generale ogni esperienza di scambio internazionale, qualcosa che supera la semplice logica del curriculum o del titolo di studio: è, prima di tutto, un valore aggiunto e un dono sincero dedicato alla comunità umana.
Marta Masera
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