Fare un’esperienza di Volontariato Internazionale in Bolivia significa immergersi in una cultura intensa, autentica e profondamente diversa da quella europea. Attraverso i progetti di scambio culturale e volontariato internazionale di ICYE Bolivia, molti volontari hanno l’opportunità di vivere da vicino la realtà boliviana, collaborando con associazioni locali, biblioteche, progetti educativi e comunità del territorio.
Quella che segue è la testimonianza autentica di un volontario italiano che ha scelto di partire per un progetto di volontariato culturale a La Paz, entrando a far parte della storica fondazione Flavio Machicado Viscarra.
Testimonianza di Volontariato Internazionale in Bolivia
Ritrovarsi in una casa a La Paz in Bolivia, il sabato sera, con altre persone della città e di altre nazioni, ascoltando dischi di musica classica. “Come ci sono finito qui?!”
Questo è stato il mio pensiero, la prima volta che mi sono ritrovato in questa situazione.
Ma questa situazione, o meglio dire, questo momento di condivisione musicale, ha un nome: “Las Flaviadas”.
E si svolge dal 1938 tutti i sabati, in una casa nel quartiere Sopocachi della città di La Paz. Ma questa non è una casa qualsiasi, dove si ascolta musica. Questaè la casa della fondazione “Flavio Machicado Viscarra” ed è l’associazione con la quale ho fatto il mio progetto per ICYE BOLIVIA. Ma quindi in cosa consiste questo progetto?
Un progetto culturale di volontariato internazionale a La Paz
Torniamo indietro nel tempo, per la precisione durante la prima guerra mondiale, quando Flavio Machicado ha l’opportunità di andare a studiare negli Stati Uniti e lì, un Giorno, ha un incontro con un oggetto particolare. C’è una manovella e se la giri fuoriesce della musica da un grande corno di ottone. Flavio ne rimane folgorato e decide di comprarne uno. Suonando una sera il suo grammofono a casa, notó che, una volta terminata la melodia, la gente stava applaudendo da sotto la finestra. Stiamo parlando degli anni 20 e la musica non era facilmente accessibile come ora. Da lì, l’idea che cambiò la sua vita e quella dellacittà di La Paz per sempre. La musica dovrebbe essere per tutti. Torna in Boliviaed inizia queste sessioni di ascolto di musica classica, gratuite nella sua casa, tutti i sabati della settimana. L’evento fa il passaparola nella città e un giornalista, dovendo dare un nome a ciò che stava assistendo, lo chiamó “Las Flaviadas”.
L’evento prosegue oggi dal 1938 ogni settimana, adesso il direttore di orchestra è il figlio di Flavio, Eduardo. Che ogni sabato, suona alcuni dei dischi della collezione, abbassa le luci e accende il camino, creando una atmosfera meditativa durante le sessioni di ascolto. Sì ma quindi, in cosa consiste il progetto?!
Esperienza di volontariato in biblioteca e archivio culturale
Nel primo piano della casa, da alcuni anni ormai, è stata allestita una biblioteca, gestita da Cristina, nipote di Flavio, che vanta una vasta collezione di letteratura boliviana e la consultazione e il noleggio dei libri è gratuita. Un’altra stanza, invece, è stata adibita ad emeroteca, dove è presente una raccolta di giornali e periodici boliviani, risalente alla fine del 1800
Non ho ancora risposto alla domanda iniziale però: “come ci sono finito qui?!”
Perché scegliere un’esperienza di volontariato internazionale in Bolivia
La maturazione della scelta che mi ha portato qui è stata lenta e ben ponderata. Stanco della mia routine lavorativa e desideroso di viaggiare, ho iniziato a guardarmi intorno e a cercare di capire cosa il mondo avesse da offrirmi. Sempre incuriosito da questa area del mondo e grande amante della letteratura, quando ho incontrato questo progetto mi sono detto “è il mio”.
E così fù. Il primo impatto con la città non è stato facile, perché è letteralmente un altro mondo, l’altitudine e il traffico non la rendono facile, ma la vista poi ripaga, rendendo La Paz veramente una città unica. Molto più semplice è stato l’impatto con le persone invece, sia con ICYE che mi ha accolto benissimo, sia con gli altri volontari, con cui abbiamo vissuto tutto il tempo in armonia. Ma ovviamente con la famiglia Viscarra, che mi ha accolto in casa da subito come un membro della famiglia, non solo svolgendo la parte lavorativa, ma anche vivendo le loro abitudini. Immancabile il tè delle 6.
Vita quotidiana durante un progetto di volontariato all’estero
Per quanto mi riguarda, per me è stato tutto molto semplice, avevo intuito subito che il progetto fosse stato fatto su misura per me e ovviamente ho appresso molte cose, sulla gestione e la catalogazione dei libri e dei giornali, come lavora e si vive in una biblioteca, che è ciò che vorrei fare nel futuro. Ma oltre a ciò, l’opportunità costante di spulciare vecchi giornali e vedere e leggere libri di letteratura boliviana, letteralmente un sogno per me, dove ogni giorno ho avuto l’opportunità di scoprire cose nuove. Ma questa è, diciamo, la parte più pratica del progetto, poi ce n’è stata anche una più introspettiva, durante le sessioni di ascolto del sabato per esempio, dopo magari una sensazione strana iniziale “come ci sono finito qui”, poi sono entrato bene nel mood e mi sono detto: “che bello però, condividere un momento così, anche con persone così diverse da me”, ascoltare Mozart vicino ad un signore anziano di La Paz habitué dell’evento, cosa che in Italia non avrei fatto mai di certo.
Cosa lascia un’esperienza di volontariato internazionale
Detto ciò, la Bolivia è un paese impattante, dove palazzi coloratissimi fanno da cornice a situazioni di povertà; è un paese che a volte fa male, perché vedi cose che lasciano il segno, come un bambino che lustra le scarpe a 2 Bolivianos. Se hai un po’ di empatia, a volte ti ritrovi a passeggiare per la città riflettendo su quanto la vita ti abbia dato, semplicemente per essere nato in un luogo diverso. “La fortuna è un fatto di geografia” cantava la Bandabardò, e così è. Avere l’opportunità di viaggiare e capire come è fatto il mondo è una fortuna incredibile, perciò lo consiglierei a tutti una esperienza come questa, che ci consente non solo di vivere e vedere luoghi stupendi, ma anche di togliere quel velo che a volte copre alcuneverità e dettagli, se magari ci vai come turista. Dettagli che noti solo vivendo a contatto con popoli e culture così diversi, che poi ci rifletti quando torni a casala sera e da lontano guardi la tua di casa, con la tua famiglia e i tuoi amici con occhi diversi, sapendo già che quando tornerai sarai sempre tu, ma con qualcosa in più.
Alessio Spiganti
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