Un mese di volontariato in Tanzania: la storia di Marta
Dall’orfanotrofio Mwandaliwa all’oceano: un’esperienza trasformativa tra bambini, comunità e vita condivisa
Volontaria: Marta Innocenti | Destinazione: Tanzania, Africa Orientale | Progetto: Mwandaliwa Education & Childcare
Arrivare in Tanzania: l’accoglienza della famiglia ospitante
Il mese che ho trascorso in Tanzania è stato un’esperienza meravigliosa, intensa e profondamente trasformativa. Ho avuto la fortuna di essere accolta da una famiglia ospitante che mi ha fatto sentire a casa fin dal primo giorno. Con loro ho condiviso la quotidianità, imparato a cucinare piatti locali, giocato con i bambini e vissuto momenti semplici ma ricchi di significato.
Il calore, la gentilezza e la spontaneità con cui mi hanno aperto le porte della loro vita mi hanno fatto sentire parte integrante di qualcosa di autentico e prezioso. È una delle prime cose che chi si avvicina al volontariato internazionale in Africa scopre: l’ospitalità non è una formalità, è un modo di essere.
Le prime due settimane all’orfanotrofio Mwandaliwa: insegnamento e vita scolastica
Ogni mattina mi recavo all’orfanotrofio Mwandaliwa, dove trascorrevo le giornate con i bambini e i ragazzi che vivono lì. Le prime due settimane ho collaborato nella scuola materna ed elementare interna all’orfanotrofio, affiancando gli insegnanti e aiutando i bambini in varie materie come matematica, inglese, arte e giochi educativi.
Passavamo l’intera giornata insieme: si pranzava in compagnia e il pomeriggio era dedicato al gioco, alla lettura, ai laboratori. È stato emozionante vedere con quanta curiosità, entusiasmo e voglia di imparare si avvicinavano a ogni attività.
Il legame con i bambini: amore puro e incondizionato
“I bambini erano pieni di energia e di affetto. Il modo in cui mi accoglievano ogni giorno, con abbracci, sorrisi e occhi pieni di vita, è qualcosa che non dimenticherò mai.”
Il legame che si è creato con loro è stato spontaneo e profondissimo: mi hanno regalato amore puro, semplice, incondizionato — qualcosa che non avrei mai immaginato di ricevere con così tanta forza.
Le ultime due settimane: vita comunitaria, fattoria e relazioni profonde
Le ultime due settimane, grazie alla chiusura estiva della scuola, le ho vissute a stretto contatto con tutti i ragazzi dell’orfanotrofio, dai più piccoli di due anni fino ai più grandi di diciassette. Sono stati giorni pieni e intensi, ricchi di attività pratiche e relazioni più profonde.
Ho imparato molto da loro: mi hanno insegnato a cucinare piatti tradizionali tanzaniani, a lavorare nella fattoria, a contribuire alla cura e all’organizzazione dell’orfanotrofio. Ogni momento era condiviso, vissuto insieme, con uno spirito di collaborazione e di gioia che raramente avevo sperimentato prima.
Giochi, canzoni e cacce al tesoro: creatività come linguaggio universale
Insieme abbiamo fatto i compiti, giocato, cantato e inventato attività creative come la caccia al tesoro, che ha coinvolto tutti con entusiasmo. Con i ragazzi più grandi, in particolare, ho avuto la possibilità di avere conversazioni profonde: abbiamo parlato dei loro sogni, delle difficoltà che affrontano, del futuro, delle differenze tra i nostri paesi. Il loro modo di guardare la vita, nonostante le difficoltà, mi ha colpita nel profondo e mi ha fatto riflettere su tante cose.
Una giornata al mare: la gioia nelle piccole cose
Uno dei momenti più belli è stato quando, tutti insieme, siamo andati al mare con l’autobus dell’orfanotrofio. Una giornata semplice, fatta di giochi tra le onde, risate e sabbia nei capelli, ma piena di gioia.
“Per loro era un’occasione speciale, e per me è stata un’esperienza indimenticabile, carica di emozione e gratitudine.”
La dimensione internazionale: confronto e crescita con altri volontari
Durante questo mese ho anche avuto la fortuna di condividere il progetto con due volontari francesi. Con loro ho stretto un bel legame: ci siamo confrontati ogni giorno, scambiando idee su come rendere l’insegnamento più coinvolgente, migliorando il nostro inglese e supportandoci a vicenda.
Questa dimensione internazionale è uno degli aspetti più preziosi del volontariato con ICYE Italia: si cresce non solo attraverso il progetto, ma anche grazie al confronto con persone di culture diverse che condividono gli stessi valori.
Un’esperienza trasformativa: cosa porta a casa un volontario internazionale
Questo mese in Tanzania è stato senza dubbio uno dei più belli e significativi della mia vita. Non solo per i luoghi meravigliosi che ho avuto la fortuna di visitare, ma soprattutto per le persone che ho incontrato. Mi sono sentita parte di una comunità, di una grande famiglia, di qualcosa che va oltre le parole.
Spero davvero di aver lasciato qualcosa a questi ragazzi, anche solo un piccolo ricordo o un sorriso. Perché loro, con la loro forza, il loro amore e la loro autenticità, mi hanno lasciato un segno profondo nel cuore. È un’esperienza che porterò con me per sempre.



